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archivio in linea di produzioni culturali e affini |
L'ASINO ED IL TIFONE Una proposta per l'etimologia della parola siciliana “sceccu” |
Fra le diverse etimologie che ho rintracciato per il termine siciliano “sceccu”, che vuol dire – anche metaforicamente - asino, nessuna pare risolutiva, benché quasi tutte riconoscano al vocabolo una origine mediorientale. Taluni vogliono che la parola derivi da Sceicco, trascrizione dell'arabo Sceikh, inizialmente “vegliardo”, e poi semplicemente “capo”, mediante un processo affine al “Senior” latino, che da “più vecchio” diviene “signore” in italiano, nonché al greco Presbutes, che in italiano dà Prete, nel senso di “capo della comunità religiosa”. Che sotto la dominazione islamica le persone che si fregiavano di tale titolo utilizzassero questa simpatica bestiola è credibile, ma a parere mio non dirimente; ancor meno convincente il fatto che l'asino era componente fondamentale per la sopravvivenza della famiglia, e quindi lo “sceicco della casa”, come pure alcuni sostengono. La pagina dedicata di Wikipedia in siciliano recita: “[...] la parola non ha equivalenti fonetici con lo stesso significato né in latino, né in spagnolo, italiano, arabo o francese”, e fa derivare il termine dal turco “eşek”, connesso all'armeno "ishak", al russo "ìshak" e all'eolico ίκκος ("inkos"), dalla cui origine comune si suppone una radice indoeuropea ékwos (da cui il latino equus per cavallo). Teoria di per sé più credibile, alla quale tuttavia provo ad affiancare un'altra; partendo dall'etimologia di Scirocco, il vento caldo di Sud Est. |
Anche per questo termine l'origine è un po' confusa, benché il riferimento dato dalla direzione (sud, o sud-est) sia presente in tutte le etimologie; in genere si fa risalire al nome della Siria, che indica la provenienza del vento percepita da Zante, l'isoletta natale di Foscolo, nonché sede della cosiddetta Rosa dei Venti. Wikipedia, un po' contraddittoria, alla voce “scirocco” così spiega l'origine del termine, dopo però averci edotto su una derivazione dall'arabo “shurhùq”, vento di mezzogiorno. Il Dizionario Etimologico di Ottorino Pianigiani, edito nel 1907 e meritoriamente digitalizzato da Francesco Bonomi, propone invece una derivazione dall'arabo Sciarq, oriente, da cui Sciarqui, orientale e, per antonomasia, Scirocco. Nell'interpretazione che propongo il termine Sceccu deriva da questa parola araba; e, a riprova della mia teoria, citerò la leggenda di Tifone. Figlio di Gea e Tartaro, gigantesco, Tifone (o Tifo) era un mostro con ali di pipistrello, gambe formate da draghi incandescenti e, cosa che più ci interessa in questa sede, testa di asino. Un bel giorno, Tifone salì sull'Olimpo e ne scacciò tutti gli dei; dopo essersela vergognosamente data a gambe, Zeus, ridotto da Atena a più miti consigli, si batté con lui, colpendolo infine con una folgore mentre il gigante sollevava l'intera Sicilia per scagliargliela addosso. Stordito, Tifone perse la presa e finì sepolto dalla Trinacria, a far fiammeggiare l'Etna. |
Tifone, che in greco vuol dire “Vento turbinoso”, e che viene descritto come “ostinato e arrogante” secondo Graves 1 “indica anche il bruciante scirocco del deserto meridionale, che in Libia e in Grecia fa impazzire la gente, porta con sé odore di vulcano, e fu raffigurato dagli Egiziani come un asino del deserto. Si diceva che Tifone fosse l'alito del dio Set, che riuscì a sopraffare Osiride.”2 Sempre per Graves, anche Alcioneo (“Forte Asino”), Gigante che pure affrontò gli dei dell'Olimpo, “è probabilmente lo spirito dello scirocco, il sospiro dell'asino selvatico, o Tifone”. Di qui il collegamento fra l'asino e lo Scirocco (che in latino, per altro, si chiama Noto, anche se probabilmente l'omofonia con la città siciliana del barocco è casuale); lo scirocco è il pestilenziale alito di Tifone, gigante dalla testa d'Asino sepolto sotto la Sicilia, e porta l'uomo alla follia; a tutt'oggi si dice infatti “sciroccato” quello a cui “manca 'n giòbia”, ovvero, in piemontese, “ manca un giovedì”.
1Graves, R., “I miti greci, Dèi ed eroi in Omero”, Bib. Storica, pag. 120 2Ibidem, pag.120 |